5 aprile 2014

La partita dei cinque rigori

di Andrea Ridolfi Testori

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Tra le varie curiosità statistiche del campionato di Serie B ve n'è una che non viene citata spesso ma è comunque degna di nota, e in particolar modo al tempo attuale in cui di rigori si parla a ogni giornata di campionato con moviole, contro-moviole e processi vari ad arbitri, guardalinee e arbitri di porta. Si tratta della "partita dei cinque rigori", ovvero Padova-Livorno 4-1 del 27 dicembre 1931, valida per il campionato di Serie B 1931-32. Livorno e Padova sono primi a pari punti (17), inseguiti dalla Monfalconese che ne ha 16. Alla 13ª giornata lo scontro diretto: allo Stadio Silvio Appiani di Padova si affrontano le due capolista, che si misurano per determinare la fondatezza delle proprie ambizioni. Per una partita di tale peso è necessario un arbitro esperto e di polso: la scelta ricade su Cesare Lenti, già arbitro internazionale in 2 occasioni e collaudato arbitro di Serie A (64 gare dirette nei tornei a girone unico dal 1929 al 1932).

Una formazione del Livorno 1931-32
Allo stadio affluisce un gran numero di tifosi. Già dalle prime battute si capisce quale sarà l'andamento della partita: nei dieci minuti iniziali il Padova attacca, con costanza ma con poca organizzazione. Il Livorno si difende con intelligenza e valore. Al 10' prima punizione della partita, tirata da Scanferla che però mette fuori. Al 14' il Livorno si mette in evidenza con alcune sortite di Vignozzi e Castellani, effimere dimostrazioni di una volontà di reazione che, però, si dimostra insufficiente: il Padova, infatti, torna nuovamente all'attacco con Perazzolo. Al 27' tiro del livornese Vignozzi da 20 metri: la conclusione termina fuori. Al 35' Silvestri, simbolo del Livorno, si libera della difesa e scatta in avanti, accentrandosi: al momento del tiro, Favaro lo contrasta e l'ala sinistra livornese finisce a terra. L'arbitro Lenti non esita e determina il rigore a favore dei toscani: Corsetti tira bene, e realizza il primo gol della partita. La reazione del Padova non si fa certo aspettare e appena due minuti dopo Foni, su passaggio di Bedendo, si presenta in area davanti a Lami: lo stesso Corsetti «che intuisce il caso disperato gli si butta contro mandandolo a ruzzoloni» (Il Littoriale). Altro rigore: Bedendo s'incarica del tiro, che risulta forte ma viene abilmente parato da Lami. La gara prosegue e al 44' Scanferla commette fallo di mano (involontario?) nella propria area, a pochi metri dalla porta. Inevitabile il terzo rigore di giornata. Ma stavolta è Amoretti a parare su tiro di Corsetti. Il Livorno chiude comunque il primo tempo in vantaggio di una rete.

Una formazione del Padova 1931-32
Il secondo tempo il Padova è consapevole della situazione, così come è ben conscio della necessità di vincere, e scende in campo ancora più determinato di prima. Solo la difesa rimane cautamente vicina ad Amoretti mentre prima e seconda linea «danno l'assalto alla porta avversaria», assediando il portiere Paolo Lami. Rossi segna la rete del pareggio di testa, su cross di Gravisi II. Il Padova prende maggior coraggio e si lancia in avanti, deciso a vincere. Al 10' Del Torto, terzino destro del Livorno, commette fallo e causa il quarto rigore (terzo a favore del Padova): tira Rossi, che segna il 2-1. Al 20' il 3-1: Rossi tira su passaggio di Foni, Lami respinge di pugno ma Perazzolo è lesto a colpire di testa e segnare ancora. Il Livorno tenta una flebile reazione con Silvestri, fermato però da Favaro al 27'; e due minuti dopo è il Padova a segnare con un tiro di Frossi che anticipa Lami dopo una respinta del portiere livornese su tiro di Perazzolo. Al 35' della ripresa il quinto e ultimo calcio di rigore: a causarlo è Ivo Pescini, che sgambetta Perazzolo. A tirarlo si presenta Foni, che però tira alto (secondo la cronaca de La Stampa del 28 dicembre 1931, Foni sbagliò volontariamente il quinto rigore). La gara, di fatto, si conclude così, con un Padova soddisfatto e un Livorno consapevole dell'impossibilità di recuperare il risultato.


La partita citata sull'Almanacco 1939
La singolarità di questa partita è citata più volte negli Almanacchi degli anni '30, che la definiscono «una partita veramente storica» per via dei 5 rigori assegnati. Lenti fu lodato dalla stampa per la sua prestazione: di lui si disse che aveva tenuto in pugno l'incontro con «sicurezza e rigorosità». Lenti era un arbitro noto «per la precisione dei suoi arbitraggi e la sicurezza delle sue decisioni» (La Stampa, 23.03.1939) e caratterizzato dalla particolare gestualità che usava per affermare con maggior forza le proprie decisioni e chiarire sul momento il tipo di fallo fischiato. Concluse la carriera in A proprio al termine della stagione 1931-32, arbitrando Triestina-Bari del 12 giugno 1932. La FIGC lo nominò nell'agosto 1932 "arbitro benemerito". Divenne poi Presidente della sezione A.I.A. di Genova (1952-1955).

Il Padova, lanciato anche da questa vittoria, proseguì la sua ottima marcia in campionato, che lo portò a chiudere al secondo posto dietro al Palermo, guadagnandosi così il ritorno in Serie A. Per contro, il Livorno (che in quella stagione portava la denominazione "Livorno Sportiva" e vestiva una curiosa maglia a scacchi blu e amaranto, frutto della fusione con la forte squadra del Dopolavoro Portuale) accusò il colpo della sconfitta e peggiorò notevolmente il suo rendimento, perdendo contatto con le prime posizioni e finendo al settimo posto in classifica.

IL TABELLINO

Domenica 27 dicembre 1931

Padova, Stadio "Silvio Appiani"

Padova 4
Livorno 1

Padova: Ugo Amoretti; Umberto Favero, Giovanni Marchioro; Guido Scanferla, Eraldo Bedendo, Emilio Bergamini; Annibale Frossi, Mario Perazzolo, Alfredo Foni, Giovanni Gravisi (II), Giorgio Rossi. All. Lajos Kovács.
Livorno: Paolo Lami (I); Cesare Del Torto, Ivo Pescini; Ferrero Alberti, Bruno Giraldi, Mario Baldi; Palmiro Vignozzi, Carlo Castellani, Nicola Corsetti, Amleto Miniati (I), Paolo Silvestri. All. Vilmos Rady.
Gol: 35' rig. Corsetti, 51' Rossi, 55' rig. Rossi, 65' Perazzolo, 74' Frossi.
Arbitro: sig. Lenti di Genova.

L'arbitro Cesare Lenti tra il dott. Bellini
e il commissario di campo il giorno della
"partita dei cinque rigori"
I 5 RIGORI:

1º: 35' gol di Corsetti;
2º: 38' parata di Lami (L) su Bedendo;
3º: 44' parata di Amoretti (P) su Corsetti;
4º: 55' gol di Rossi;
5º: 81' errore di Foni (alto).