22 marzo 2014

Storia della Serie B

Capitolo I: gli inizi e l'anteguerra (1929-1943)




di:
Andrea Ridolfi Testori

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La storia della "Serie B" inizia di fatto nel 1928 con l'ideazione, da parte del dirigente federale Leandro Arpinati, presidente della FIGC e influentissimo uomo politico romagnolo, di una nuova formula per i campionati di calcio italiani: v'era infatti l'intenzione di chiudere l'esperienza dei tornei a più gironi, che si era protratta per tutti gli anni '20 e, in generale, rappresentava una tradizione per il football tricolore per ragioni logistiche (gli spostamenti sul territorio nazionale non erano sempre agevoli, e si tendeva quindi a raggruppare le squadre in gironi composti su base geografica). L'urgenza di modernizzare la formula, ispirandosi ai campionati europei delle principali nazioni calcistiche dell'epoca (Inghilterra, Ungheria, Austria...), prevedeva l'istituzione di un torneo di massima serie a girone unico. La "Divisione Nazionale", istituita nel 1926 con la storica "Carta di Viareggio", riuniva per la prima volta le squadre del Nord e quelle del Sud: storicamente, le formazioni del meridione erano considerate più deboli, visto che il calcio in Italia si era diffuso inizialmente e più capillarmente al Nord, specialmente in Piemonte, Liguria e Lombardia. Il livello andò pian piano equiparandosi fino alla sostanziale parità raggiunta nel corso degli anni '30 e '40. Non mancava, in questa decisione, la retorica nazionalista promossa dal regime fascista: la seguente citazione è estrapolata dall'Annuario Italiano Giuoco del Calcio FIGC 1932 ed è firmata da Luigi Casini (sviolinata ad Arpinati inclusa).

«Il senso di disciplina ed il fervore di opere che il Fascismo dava alla Nazione, penetrava nella Federazione: il nuovo Presidente, uomo di alto prestigio, di vaste concezioni e di inflessibile volontà, infondeva in tutti la coscienza del dovere ed avviava il Giuoco del Calcio italiano all'odierna grandezza. Unità e saldezza di direzione; la creazione della Divizione (sic) nazionale, distinta nella Serie A e Serie B con gironi unici di 18 squadre; il conseguente assetto definitivo dei Campionati in relazione anche al prodigioso estendersi del Giuoco del Calcio nell'Italia centro-meridionale ed insulare; la regolarità «cronometrica» con la quale si svolgono attraverso migliaia di gare i diversi Campionati [...]»

Nel 1928-29 la Divisione Nazionale fu rivoluzionata e, con l'organizzazione di un torneo di transizione, vennero decise le future partecipanti ai primi campionati a girone unico: le prime 9 classificate dei due gironi del torneo '28-29 andarono a comporre la Serie A 1929-30, mentre le ultime 7 più Spezia, Parma, Monfalconese (vincitrici dei gironi della Prima Divisione, la terza serie dell'epoca) e Lecce (vincitrice del Campionato Meridionale) furono inserite nella Serie B 1929-30. Nella denominazione ufficiale dei due campionati permaneva la dicitura "Divisione Nazionale", distinta in "Serie A" e "Serie B". Questo l'elenco delle prime partecipanti alla "Divisione Nazionale Serie B" 1929-30:

Atalanta Bergamasca Calcio (Bergamo)
Unione Sportiva Bari (Bari)
Unione Sportiva Biellese (Biella)
Casale Foot Ball Club (Casale Monferrato)
Associazione Calcio Fiorentina (Firenze)
Unione Sportiva Fiumana (Fiume)
Associazione Calcio La Dominante (Genova)
Unione Sportiva Lecce (Lecce)
Football Club Legnano (Legnano)
Associazione Sportiva Monfalconese Cantieri Navali Triestini (Monfalcone)
Foot Ball Association Novara (Novara)
Parma Foot Ball Club (Parma)
Unione Sportiva Pistoiese (Pistoia)
Prato Sport Club (Prato)
Associazione Calcio Reggiana (Reggio Emilia)
Spezia Foot Ball Club (La Spezia)
Associazione Calcio Venezia (Venezia)
Associazione Calcio Verona (Verona)

La prima stagione della "Serie B" della Divisione Nazionale vedeva la partecipazione di alcune squadre blasonate: il Casale, ad esempio, oltre ad aver vinto il campionato nel 1913-14, era reduce da una lunga serie di tornei nel primo livello così come il Novara e il Verona, squadre di rilievo del panorama calcistico delle rispettive regioni; le toscane Pistoiese e Prato erano società con buona tradizione, mentre la Fiorentina, benché formata di recente, poteva vantare una rosa di buon livello, con giocatori capaci e dotati di una discreta esperienza in altre società; La Dominante, società genovese nata dalla fusione di Andrea Doria e Sampierdarenese (vi ricorda qualcosa?), poteva contare su elementi già sperimentati in massima serie; il Legnano era un'altra squadra con ottimo rendimento negli anni '20, e l'Atalanta una nuova e promettente realtà; lo Spezia era un club con discrete prestazioni nella storia recente e proveniente da una regione con una tradizione calcistica tra le migliori d'Italia; il Venezia aveva da poco iniziato a mostrare segni di progresso, dopo buoni campionati a livello regionale; la Fiumana era una squadra dalle qualità tecniche sublimi, con giocatori che negli anni seguenti avrebbero fatto la fortuna di molte società d'alto livello; poco brillanti apparivano invece Bari, Biellese, Lecce, Monfalconese, Parma e Reggiana, nonostante organici che includevano alcuni giocatori di sicuro valore.


Il Casale che affrontò la Fiorentina il 6 ottobre 1929
Il 6 ottobre 1929 ebbe inizio il torneo: le prime gare furono Fiorentina-Casale 0-0, Novara-Lecce 1-2, Parma Biellese 2-0, Pistoiese-Monfalconese 3-3, Reggiana-Legnano 0-3, Spezia-Atalanta 0-0 e Verona-Prato 2-1; delle altre due gare previste, una non fu disputata per forfait del Venezia (e fu dunque assegnata la prima vittoria per 2-0 a tavolino alla Fiumana) mentre l'altra, La Dominante-Bari, fu rinviata al 31 ottobre e si concluse con la vittoria per 2-1 del club genovese. Non mancarono risultati con punteggi eclatanti (cito a titolo d'esempio il 9-1 di Fiumana-Reggiana del 4 maggio 1930) e casi curiosi (per esempio, Biellese-Prato del 29 maggio 1930 che terminò 6-0 e fu dichiarata conclusa in anticipo perché il Prato aveva perso 5 uomini tra espulsi e infortunati). Alla fine del campionato le prime due classificate furono Casale e Legnano, che si guadagnarono così l'ascesa (o meglio, il ritorno) in Divisione Nazionale Serie A; il Casale evidenziò una grande regolarità in casa e un discreto rendimento in trasferta, nonché un attacco fortissimo, di gran lunga il migliore del torneo, guidato da Luigi Demarchi che segnò 27 reti (secondo "Un secolo nerostellato", libro pubblicato nel 2009; la maggioranza delle altre fonti riporta 26 segnature). Il Legnano, dal canto suo, esibì una buona difesa, poco battuta grazie anche al portiere Angelo Rotondi, e un attacco capace di segnare al momento giusto, il cui uomo di spicco era il milanese Tullio Aliatis. Tra gli altri attaccanti, da citare le prestazioni di Bottaro e Scategni del Bari (19 e 18 gol), Mattea del Casale (19), Gianelli de La Dominante (15), Ravetta del Novara (16), Ferrero della Pistoiese (16) e Lombatti della Reggiana (20). A retrocedere in Prima Divisione furono Biellese, Reggiana, Prato e Fiumana, che non riuscirono a reggere l'impatto con il nuovo torneo.

Nel 1930-31 debuttarono Derthona, Lucchese Libertas, Palermo e Udinese; dalla A arrivano Cremonese e Padova. Il Venezia cambiò denominazione in Società Sportiva Serenissima, perdendo i colori neroverdi e adottando il rosso. Anche La Dominante era diventata "Liguria" per effetto della fusione con la Corniglianese. La Fiorentina e il Bari vinsero un torneo piuttosto vivace, chiudendo alla pari; a soli due punti di distanza li seguì il sorprendente Palermo, che contando su una formazione affiatata (solo 16 i giocatori utilizzati nel corso della stagione) riuscì a superare gran parte degli avversari più quotati. La classifica vide retrocedere, al termine del torneo, Derthona e Liguria; visto che Udinese e Lucchese erano entrambe a 25 punti, per determinare la terza retrocessa si dovette disputare uno spareggio, il primo della storia degli spareggi in Serie B e anche il primo dall'istituzione del girone unico. La gara, disputata a Bologna il 12 luglio 1931, vide la netta vittoria dell'Udinese. Di seguito il tabellino:

Udinese     7
Lucchese   0

Udinese: Calligaris; Bellotto, Felini; Magrini, Bonino, Zilli; Frossi, Micheloni, Vittorio, Bartesaghi, Valente.
Lucchese Libertas: Belluomini; Petri II, Lazzaroni; Bertini, Simonini, Belli; Bertolucci, Fazzi, Puccinelli II, Giorgetti II, Moretti.
Arbitro: Gonani di Ravenna.
Gol: 20' aut. Petri II, 71' Micheloni, 77' Vittorio, 80' rig. Bartesaghi, 83' Frossi, 85' Frossi, 86' Micheloni.

Nel 1931-32 salirono dalla Prima Divisione i Giovani Calciatori Vigevanesi, che contavano su una rosa a maggioranza lombarda, la Comense che annoverava numerosi giocatori autoctoni e il Cagliari, che invece mescolava elementi locali a giocatori provenienti dall'Istria, da Fiume e dal centro Italia; il Palermo confermò quanto di buono aveva fatto vedere nel torneo precedente e vinse il campionato, distanziando di 3 punti il Padova secondo classificato. Altre buone prestazioni di Verona e Atalanta, mentre i Vigevanesi sorpresero gran parte degli appassionati giungendo al quarto posto nella propria stagione di debutto: i bianco-celesti sfruttarono le ottime vene realizzative di Pietro Buscaglia e Angelo Azzimonti, che sopperirono a una difesa non eccelsa. A retrocedere furono Udinese, Lecce e Parma, squadre già in bilico fin dalla stagione precedente; il Parma, in particolare, disputò un pessimo campionato, subendo una quantità folle di reti (98) e mettendo insieme la miseria di 6 punti.

Modena-Novara 3-1, gol di Carnevali
(1932-33)
Nel 1932-33 debuttarono due squadre che, per ragioni differenti, faranno la storia della Serie B: una è il Messina, compagine che "rilevò" dal Palermo passato in A la rappresentanza della Sicilia in B; l'altra fu il Giovanni Grion di Pola, di cui ho parlato ampiamente nell'articolo dedicato alla squadra istriana; la terza squadra che arrivò dalla Prima Divisione fu la Sampierdarenese. Dalla A giunsero Modena e Brescia. Livorno e Brescia dominarono il campionato, staccando di netto le altre pretendenti alla testa della classifica che, più o meno, rimasero piuttosto vicine tra di loro. Questa stagione fu caratterizzata dal primo ritiro della storia della B: la Monfalconese, infatti, venne abbandonata dai Cantieri Navali Triestini che cessano di sostenerla economicamente. Riscontrata l'impossibilità di proseguire in mancanza di fondi, dopo 7 giornate la squadra di Monfalcone fu costretta ad annunciare il proprio ritiro dal campionato. Nel club giocavano i tre Spanghero (Luigi, Alvise e Giulio) e debuttò il giovanissimo Giuseppe Deiuri (classe 1918!), mentre la carriera di Mario Cozzi, giovane e promettente portiere, fu rallentata non poco dalla mancata occasione di mettersi in mostra nella sua prima stagione ad alti livelli.

Nel 1933-34 iniziò l'esperimento di una nuova formula della Serie B, e di una nuova ripartizione in due gironi: questa volta, però, non tra squadre del Nord e del Sud, bensì dell'Est e dell'Ovest. Curiosamente, in una risposta al signor Germano Briganti di Taranto, i giornalisti de Il Littoriale così replicavano a una proposta di divisione in due gironi della Serie B (10 marzo 1933):

«Il problema dello sdoppiamento della Serie B è stato attentamente discusso a suo tempo, e nonostante il gravoso onere dei lunghi dislocamenti, le società interessate all'unanimità si sono pronunciate per il mantenimento dello "statu quo" (sic). Ben lieti se le squadre meridionali, che tanta strada hanno fatto in questi ultimi anni, potranno accrescere la loro rappresentanza in Serie B: ma appunto perché ormai il calcio del centro meridione può esser considerato alla medesima stregua di quello settentrionale, non è più tempo di favoritismi. [...] il concetto di un campionato come quello attuale di serie B [...] - oneri finanziari a parte - può considerarsi sportivamente perfetto.»

Evidentemente l'«unanimità» citata poco sopra ebbe a scomparire, sopravanzata dal «gravoso onere dei lunghi dislocamenti». Così infatti scrive Luigi Grassi su "La Domenica Sportiva", fascicolo 30 (23 luglio 1933):

«Su parecchi milioni si aggira la somma dei capitali in movimento e il campionato dà oggi vita a società anonime di non facile gestione e costituisce l'unica fonte di guadagno per una vera coorte di giocatori. [...] La Divisione Nazionale B, dopo tre anni di vita denunciava crepe tali da impensierire seriamente tutti i dirigenti delle società che la componevano. Ecco le necessità di un pronto, opportunissimo intervento. È d'ieri la decisione federale di un ampliamento che permette di dividere il campionato in due gironi, di 13 squadre, occidentale e orientale.»

E ancora:

«Ampliare e dare snellezza al campionato della Divisione Nazionale B: ecco ciò che è stato fatto con lo scopo di diminuire le spese riducendo il numero delle trasferte, di aumentare le entrate introducendo le finaliste del campionato 1932-33. [...] L'essere addivenuti ad una partizione in due gironi è già un buon passo che speriamo basti alla soluzione del problema, [...] Se non è stata accolta una divisione della Penisola in tre gironi Sud, Est e Ovest, è perché non si vuole venir meno a questo principio [NDR: di ricalcare la Serie A unendo le società su base nazionale e non su base regionale come fatto, ad esempio, dai campionati minori a partire dalla Prima Divisione] e non già perché si vogliono mantenere i contatti tra squadre del sud e squadre del nord. [...] Le squadre del meridionale (sic) non sono più delle umili scolarette, ma hanno dimostrato di saper testa alle anziane compagini del settentrione.»

Vigevanesi-Derthona (1933-34)
Ragioni soprattutto economiche ma anche calcistiche, dunque: il Direttorio Divisioni Superiori della FIGC dispose infatti lo sdoppiamento della B in due gironi (A e B), che furono composti dalla stesse squadre della stagione precedente (che infatti non aveva previsto retrocessioni), più diverse promosse dalla Prima Divisione, e cioè: Catanzarese, Derthona, Pavia, Seregno e Vezio Parducci di Viareggio (girone A); Foggia, Perugia, SPAL e Vicenza (girone B). Le prime tre classificate di ciascun girone, e cioè Sampierdarenese, Vigevanesi e Pro Patria nel girone A e Perugia, Modena e Bari nel girone B ottennero la qualificazione a un girone a 6 che avrebbe decretato la vincitrice del torneo e, di conseguenza, la promossa in Serie A; per determinare le retrocesse del girone B, invece, fu decisa una serie di spareggi tra Serenissima, Verona e Vicenza, che vide cadere Serenissima e Vicenza che si unirono a Cagliari e Derthona, retrocesse del girone A; tuttavia, con l'ulteriore modifica del torneo, anche queste retrocessioni furono annullate. Il girone finale vide invece Sampierdarenese e Bari equivalersi: fu fissato così uno spareggio, disputato ancora a Bologna, di cui riporto il tabellino.

Sampierdarenese      1
Bari            0

Sampierdarenese: Bacigalupo; Ciancamerla, Rigotti; Malatesta, Bossi, Lancioni; Munerati, Gai, Comini, Poggi, Barisone.
Bari: Cubi; Antonsich, Bonometti; Caldarulo, Da Caprile, Paradiso; Frossi, Dentuti, Marchionneschi, Rossini, Ferrero.
Gol: 17' Comini.
Arbitro: Scorzoni di Bologna.

Il gol del centravanti Cherubino Comini, peraltro autore di 26 gol nelle 33 partite disputate tra girone finale e girone A, fece sì che fosse la Sampierdarenese a qualificarsi alla Serie A 1934-35.

Comense e Foggia schierate insieme a Como
(28 aprile 1935)
La stagione 1934-35 portò un ulteriore ampliamento alla Serie B che la portò a 32 squadre, cioè quelle già presenti più le nuove arrivate Catania, Lucchese, Pisa (girone A), Aquila (girone B) e le 4 retrocesse dalla Serie A: Casale, Genova 1893 e Padova. Il girone A era a quello a più alto tasso tecnico, e venne vinto dal Genova 1893, la squadra con la miglior rosa del torneo; nel girone B, invece, fu vinto dal Bari che già l'anno precedente aveva sfiorato la promozione. Il torneo di B 1934-35 vide ben due ritiri: il Pavia, infatti, lasciò poco dopo l'inizio del girone di ritorno, e furono considerate valide solo le 15 gare disputate nel girone d'andata; il Grion, invece, dopo il caos della gara con la Pistoiese lasciò la B: in questo caso, invece, furono annullate tutte le partite disputate fino ad allora. Per la prima volta un giocatore raggiunse quota 30 reti segnate in una singola stagione: si tratta di Marco Romano (1910-1952) del Novara, che realizzò 30 gol in 28 partite. Il Direttorio Divisioni Superiori decretò una nuova riforma: abbandonati i due gironi, nel 1935-36 si doveva tornare al girone unico. A tale scopo, al termine della B '34-35 retrocessero ben 16 squadre.

Il Siena 1935-36
La B 1935-36 si aprì dunque con 18 squadre partecipanti: dalla A erano cadute la Pro Vercelli e il Livorno, mentre dalla Prima Divisione erano arrivate il Siena e il Taranto. Ancora una volta, però, il Direttorio era insoddisfatto della formula della seconda serie e decise una nuova riduzione d'organico, facendo scendere da 18 a 16 il numero di iscritte alla B: a fine stagione, quindi, le retrocesse furono 6. In A salirono Lucchese Libertas e Novara, che staccarono per un solo punto il Livorno, terzo classificato. Per determinare le ulteriori tre retrocessioni venne organizzato un "torneo a quattro" tra Vezio Parducci Viareggio, Pistoiese, SPAL e Foggia, tutte ferme a 28 punti: a salvarsi fu la Vezio Parducci. Il capocannoniere fu Vinicio Viani, uno dei più grandi realizzatori della storia della Serie B, con 34 reti (nuovo record assoluto).

Il campionato 1936-37, ridotto a 16 squadre, fu dominato dal Livorno che tornò in A dopo aver sfiorato la promozione nella precedente stagione; l'Atalanta fu l'altra promossa. La retrocessione dell'Aquila determinò il definitivo addio (fino a oggi, almeno) dei rosso-blu al campionato di Serie B: il torneo degli aquilani fu funestato dall'incidente ferroviario di Contigliano del 3 ottobre 1936, avvenuto durante il viaggio verso la trasferta di Verona su strada ferrata. L'impatto tra la littorina sulla quale viaggiavano i giocatori dell'Aquila e un vagone postale che ostruiva il binario fu devastante, e i giocatori si salvarono per miracolo: perì invece l'allenatore della squadra, Attilio Buratti. Duramente colpiti dall'evento, i calciatori ebbero comprensibilmente grandi difficoltà a mantenere il rendimento delle stagioni precedenti, e la squadra cadde in C (nuovo nome della Prima Divisione, assunto nella stagione 1935-36). Tra Venezia, Messina, Pro Vercelli e Catania si dovette giocare un quadrangolare di spareggi: il quartultimo posto, infatti, era "conteso" da quattro squadre a pari punti. La retrocessa fu il Catania, che cedette alla lunga serie di partite che richiesero anche un'ulteriore serie a eliminazione diretta.

Pisa-Padova, 6 febbraio 1938
Il Direttorio Divisioni Superiori sembrava non potersi mai saziare di cambiamenti di formula: e anche nel 1937-38, infatti, non mancò la modifica al numero di partecipanti. Questa volta un numero dispari, 17, che aggiungeva quindi un turno di riposo per ciascuna squadra. Debuttarono Anconitana-Bianchi (nata dalla fusione tra "Anconitana" ed "Emilio Bianchi") e Sanremese. Inedito il finale: tre squadre terminarono al primo posto e, immancabili, giunsero anche in questa stagione gli spareggi. Le interessate furono Novara, Modena e Alessandria: i grigi piemontesi rimasero fuori, battuti da entrambe le avversarie. In coda, salutarono la B il Brescia, la Cremonese, il Taranto e il Messina. Il Taranto usò la bellezza di 35 giocatori (peraltro provenienti da diverse parti d'Italia), ma non riuscì comunque a evitare la discesa in C. L'esperto difensore Luigi Allemandi (34 anni) giocò buona parte delle gare del Venezia, mentre il Brescia non seppe giovarsi della presenza in squadra di giocatori di lungo corso quali Berardo Frisoni e Bonifacio "Smerzù" Smerzi.

Nel 1938-39 tornò in B la Fiorentina, che dopo la promozione in A del 1930-31 non aveva più lasciato la massima serie; anche il Casale tornò in B, proveniente dalla C ma la rosa nerostellata non era già più ricca di valori come quella che nel 1929-30 aveva vinto il torneo, e i dirigenti speravano di riuscire perlomeno a salvarsi, ma le speranze risultarono vane: solo 9 punti ottenuti, di cui 8 nel girone d'andata e 1 solo nel girone di ritorno (!) condarrono il Casale al mesto ritorno in Serie C. A far compagnia ai piemontesi s'aggiunsero Spezia, SPAL e Salernitana: in vetta s'imposero Fiorentina e Venezia; quest'ultima in particolare era una squadra destinata a far parlare di sé negli anni a venire per le sue prestazioni in A. Le principali inseguitrici furono Atalanta, Siena e Verona; i nero-azzurri bergamaschi erano anche riusciti a chiudere a pari punti col Venezia ma, per loro sfortuna, era stata introdotta una nuova discriminante per scongiurare la necessità di continui spareggi: il quoziente reti, cioè reti segnate diviso reti subite.

Vinicio Viani (1913-1983)
Nel 1939-40 tra le 18 partecipanti spuntò il Molinella, squadra rivelazione della Serie C dell'anno precedente. Il piccolo comune emiliano ebbe così l'onore di vedere la propria formazione rosso-blu giocare tra le "grandi" della Serie B, con una rosa composta per la maggior parte da giocatori emiliani con alcuni innesti di prestigio (Norberto Ligüera, uruguaiano, e Dino Gifford). Il torneo prevede quattro retrocessioni e due promozioni: in A salgono Atalanta e Livorno (quest'ultimo dopo una sola stagione); in C scendono Molinella, Vigevano, Sanremese e Catania: il Palermo, inoltre, fallì e fu escluso dalla B 1940-41, dovendo ripartire dalla C come "Unione Sportiva Palermo-Juventina" dopo la fusione con la Juventina Palermo. Nella stagione 1939-40 furono inoltre stabiliti due primati, uno difficilmente superabile: quello di più giovane marcatore in una partita di Serie B. A scrivere il suo nome nella storia fu Werther Gaiani, centravanti del Molinella che debuttò il 2 giugno 1940 a Molinella contro la Pro Vercelli e segnò il gol del 6-1 all'87º minuto. Gaiani, nato a Molinella il 29 giugno 1925, aveva 14 anni, 11 mesi e 4 giorni al momento del gol. Il destino di Gaiani fu però segnato dalla sfortuna: i promettenti inizi di carriera, che lo videro vestire la maglia della rappresentativa regionale emiliana e passare brevemente al Bologna nel 1944, furono stroncati dalla seconda guerra mondiale. Gaiani morì durante il conflitto proprio a Bologna il 1º settembre 1944 ed è sepolto nel cimitero di Molinella. L'altro primato è il numero di gol realizzati in una singola stagione, messo a referto da Vinicio Viani che migliorò il suo precedente record del 1935-36 andando a segno per 35 volte in 31 presenze con la maglia del Livorno. Il 10 giugno, il giorno dopo le partite della 33ª giornata, Mussolini annunciò l'ingresso dell'Italia nella Seconda guerra mondiale. Da quel momento, gli eventi bellici s'insinuarono, più o meno intensamente, nei campi di calcio d'Italia.

Il Macerata 1940-41
Nel 1940-41 esordì il Macerata, che disputò la sua unica stagione in B; le altre promosse furono Reggiana, Savona, Spezia e Vicenza. I bianco-blu savonesi, anch'essi all'esordio in B, giocarono una stagione sorprendente, esibendo una difesa solidissima (capeggiata dai due portieri Caburri e Martini, quest'ultimo anche autore di due gol) che compensava un attacco non irresistibile. Liguria e Modena superarono il Brescia nella corsa per la A, mentre in coda retrocessero Verona, Anconitana-Bianchi, Macerata e Pro Vercelli. Nel Liguria da sottolineare il quartetto Bollano-Celoria-Meroni-Stella, tutti e 4 in doppia cifra, mentre il Modena poté contare sul capocannoniere Vittorio Sentimenti (III), e sulla valida presenza del portiere Lucidio Sentimenti (IV). Il malcapitato Giuseppe Pierluigi, portiere del Macerata, subì la bellezza di 74 gol in 33 partite, diventando il portiere più battuto dell'anteguerra; ma, per sua fortuna, questo "primato" durò poco. Sempre nel Macerata, fu costretto a scendere in campo anche l'allenatore Gino Rossetti (II), grande "bomber" del Torino negli anni '20 e '30: a 36 anni giocò 3 partite, segnando anche un gol.

La Fiumana 1941-42
Nel 1941-42 due graditi ritorni: la Fiumana, dopo 12 anni, disputò nuovamente un campionato di Serie B dopo lunghe stagioni in C; e anche il Prato, anch'esso retrocesso al termine del torneo 1929-30, rientrò nella seconda serie. Nella Fiumana ci sono elementi di spicco: Arturo Biagi, Luigi Busdon e soprattutto Rodolfo Kregar, Alceo Lipizer e la vecchia gloria Rodolfo Volk. Il Pescara fece la sua prima apparizione in B, presentando una rosa ricca di pescaresi tra cui i fratelli Brandimarte e Ostavo Mincarelli; e proprio gli abruzzesi sfiorarono la promozione in massima serie, mancata per un solo punto. Il campionato del Pescara è caratterizzato dall'ottima difesa (con Pietro Miglio portiere esperto e abituato alla categoria) e dall'attacco che vede un Mario Tontodonati in buonissima forma. La promozione è però appannaggio di Bari e Vicenza, trascinati rispettivamente da Camillo Fabbri e Bruno Quaresima. Piccola curiosità: nel Bari giocò titolare un vicentino, Walter De Boni, mentre nel Vicenza giocò 2 gare il barese Michele Santacroce. Lorenzo Vellutini, il portiere della Lucchese ultima con un disastroso campionato, tolse a Pierluigi il poco ambìto record di portiere più battuto del periodo 1929-43, con 76 reti subite in 26 presenze; la Lucchese subì, in quella stagione, un totale di 104 (!) gol.

Brescia-Anconitana 4-0
(9 maggio 1943)
All'alba della stagione 1942-43 la situazione bellica era andata peggiorando: le nubi dei combattimenti s'addensavano impietose anche sugli ultimi angoli di serenità rimasti in Italia, come i campi di calcio. Il campionato '42-43 fu, comprensibilmente, uno dei più confusi e mal organizzati; e del resto, più che allo sport pareva opportuno pensare alla salvezza di sé e della propria famiglia. Per la generale penuria di giocatori, spesso richiesti al fronte, la stagione 1942-43 vide diversi debutti di ragazzi giovanissimi: tra questi Franco Orsi e Francesco Lacelli dell'Alessandria, entrambi classe 1924; Mario Ferrari del Brescia, nato il 27 novembre 1926; Piero Pombia del Novara, anch'egli del 1924; Guido Visco Gilardi, portiere classe 1925 della Pro Patria. A bilanciare tanta gioventù alcuni calciatori esperti trovarono nuove energie per sopperire alle assenze delle rose, essendo talvolta troppo vecchi per il servizio di leva: a capeggiare questa schiera di "vecchietti" Fulvio Bernardini, quasi quarantenne capitano del M.A.T.E.R. La guerra s'intromise con maggior decisione nelle vicende calcistiche: la Palermo-Juventina dovette abbandonare il torneo dopo 24 giornate, in quanto la Sicilia era mèta difficilmente raggiungibile nonché pericolosa per le altre squadre. Tutte le gare disputate fino a quel momento furono annullate. Il Napoli, al primo torneo disputato nella B a girone unico, mancò la Serie A di 2 punti: a essere promosse, infatti, furono Modena e Brescia.

La guerra spezzò il movimento calcistico italiano. Il 1943 fu l'anno dell'interruzione: i tornei regolari FIGC furono di fatto sospesi fino alla stagione 1945-46, e solo manifestazioni di vario carattere giocate in tutta Italia impedirono il totale congelamento del calcio tricolore. Alcuni giocatori, inoltre, persero la vita durante il conflitto. Ne ricordo alcuni nomi, tra quelli di Serie B, in rappresentanza anche degli altri, indicando tra parentesi la data di morte:

Virginio Bonati (09.03.1944)
Arturo Boniforti (22.09.1943)
Aldo Fabbro (09.01.1944)
Aldo Farinelli (19.12.1942)
Umberto Franzini (21.11.1943)
Armando Frigo (10.09.1943)
Claudio Lugaro (10.11.1944)
Mario Poli (06.07.1944)
Mario Provaglio (31.01.1943)
Italo Scorza (25.01.1943)
Giuseppe Vigo (20.04.1944)